La flora delle rocce
La flora alpina che colonizza i massicci rocciosi è in grado di sfruttare l’ancoraggio di potenti apparati radicali che sviluppa all’interno delle fenditure presenti sulle rupi. All’interno delle fessure create dall’azione degli agenti atmosferici, si possono accumulare piccole quantità di argilla e di humus e le radici possono svilupparsi seguendo la forma della fessura, fino a raggiungere anche alcuni metri di lunghezza al fine di trovare l’acqua che scorre in profondità. Alcune di queste specie sviluppano una forma a cuscinetto, creata attraverso la formazione di piccoli fusti tutti di uguale lunghezza strettamente uniti gli uni contro gli altri in modo tale da costituire una struttura emisferica. In questa struttura i fusti morti della pianta proteggono i fusti vivi, che ogni anno producono nuovi germogli, mentre le parti morte vengono riciclate all’interno della pianta e sfruttate come substrato di crescita. Sfruttando questo meccanismo le piante a cuscinetto possono sopravvivere all’azione del vento e alle condizioni di bassa temperatura che si alternano al forte surriscaldamento della roccia nelle ore e nei giorni più caldi. Un esempio di pianta a cuscinetto osservabile nel giardino è la Minuartia sedoides che forma dei bei cuscinetti di colore verde molto simile al muschio. Un ulteriore esempio è rappresentato da Potentilla nitida che forma splendidi tappeti di fiori rosa. La Saxifraga crustata e la S. paniculata rappresentano invece un tipico esempio di piante a rosetta, in cui le foglie sono raggruppate appunto in una rosetta basale, in modo da ridurre l’esposizione delle strutture vegetative all’azione degli agenti atmosferici. Queste specie sono inoltre facilmente riconoscibili dalle incrostazioni bianche di carbonato di calcio che la pianta espelle e accumula sul margine delle foglie (le incrostazioni molto più evidenti in S. crustata). Altre specie per resistere alle proibitive condizioni atmosferiche sviluppano delle foglie ricoperte da peluria oppure delle foglie coriacee come Primula auricola e Globularia cordifolia. Esempio di specie con portamento a spalliera e cioè con i fusti appressati alla roccia al fine di sfruttare l’irraggiamento del calore accumulato è costituito da Rhamnus pumilis, cespuglio dal fusto strisciante che aderisce alle pareti rocciose attraverso le fessure presenti. Le specie appartenenti al genere Sedum costituiscono ulteriori esempi di specie adattate all’ambiente di roccia attraverso lo sviluppo di tessuti acquiferi che rendono le foglie carnose e succulente.

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