Doronicum cicerbita

Patscherkofel
Il sentiero comincia con una ripida salita che conduce al giardino. Accanto ad esso si possono osservare le piante a cuscinetto della vegetazione delle macerie e delle rocce, che altrimenti è possibile trovare solo nelle montagne più alte. Ai piedi della salita inizia la composita di arbusti nani, di cui il rappresentante più significativo è la rosa d’alpeggio. Il sottobosco con piccole composite come mirtillo, mirtillo rosso o mirtillo blu conduce nel bosco. Questo è dominato dal cembro che, insieme a larici, betulle e sorbe sparsi, costituiscono il limitare del bosco. I mirtilli blu, i mirtilli neri e soprattutto le doroniche sono le uniche piante legnose che si possono ancora trovare al limite della vegetazione arborea. Queste possono sopravvivere senza la copertura della neve a temperature anche fino a -40°C. Una grossa quantità di doroniche si trova nel congiungimento occidentale del sentiero con il giardino alpino. Successivamente si raggiunge la mugheta d’altura, una delle famiglie più vistose che si trova in prossimità e sopra il limitare del bosco. La maggior parte delle piante ad altezza d’uomo vive ogni anno fino ad inverno inoltrato. Si possono sviluppare così magnifiche solo grazie ad un’abbondante presenza di sostanze minerali ed umidità. Nei mesi di luglio e agosto sono di particolare effetto l’aconito blu, l’epilobio, l’imperatoria, il senecio e diversi tipi di genziana. Di fronte alla mugheta d’altura, che cresce negli avvallamenti lungo il percorso, troviamo una zona coltivata in modo intensivo. Si riconoscono chiaramente dalla presenza di sassi le aiuole di collina. All’inizio di questo “giardino roccioso/ giardino alpino“, a destra del sentiero, si trova ancor oggi la maggior parte delle piante interrate un tempo. In questo posto assolato e precocemente sgombro dalla neve si possono imporre piante particolari che tollerano bene l’aridità. Alla fine della mugheta si giunge al biotopo umido con un piccolo laghetto. Calta palustre, polygonum bistorta, romice, diversi tipi di giunco e di eriophorum sono solo alcuni dei rappresentanti di queste zone rivierasche che meritano di essere nominati. Qui l’acqua si disperde in folti cespugli di ontani verdi. L’ontano verde, vitale solo grazie al continuo rifornimento d’acqua, può attingerne in questa zona consistente quantità. Queste aree sono troppo umide e spesso troppo a lungo innevate per il bosco di montagna, cosicché l’ontano verde ricopre un importante ruolo di pioniere e di rafforzamento del terreno.

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