Le vallette nivali e le praterie alpine
In quei luoghi in cui la neve si accumula per la maggior parte dell’anno si sviluppa una flora in grado di sopravvivere alle difficili condizioni climatiche attraverso particolari adattamenti. Tra questi adattamenti vi sono la brevità del ciclo vitale e la capacità di moltiplicazione vegetativa. Molte di queste specie, inoltre, sono perenni, cosicché la sopravvivenza dell’individuo non dipende dalla produzione di semi, processo che per le piante risulta molto costoso in termini di tempo ed energia. La moltiplicazione vegetativa assicura, infatti, alla flora alpina di perpetuarsi nel tempo. Un esempio osservabile all’interno del giardino è rappresentato dalla poa alpina (Poa alpina), graminacea molto comune nei pascoli e nelle praterie delle Dolomiti. L’infiorescenza è costituita da una pannocchia con riflessi violacei sulla quale si possono formare per via vegetativa dei germogli che una volta caduti a terra saranno in grado di sviluppare l’apparato radicale e assicurare in questo modo la diffusione della specie. Un’ulteriore specie vivipara osservabile nel giardino è il Polygonum viviparum, facilmente riconoscibile dalla spiga coperta da piccoli fiorellini bianchi. Nelle aiuole è possibile ammirare inoltre magnifici tappeti di stella alpina (Leontopodium alpinum), potentilla delle Dolomiti (Potentilla nitida) e astro alpino (Aster alpinum).

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