Il bosco di conifere: la pecceta subalpina
Il Giardino botanico “Segni” si inserisce in una splendida cornice paesaggistica caratterizzata dal punto di vista della vegetazione forestale dalla dominanza dell’abete rosso (Picea abies) che nella fascia altitudinale compresa tra i 1500 m e il limite superiore del bosco è presente nella tipologia forestale della pecceta subalpina. Tale formazione costituisce l’ultima fascia forestale in senso altitudinale. Il nome dell’abete rosso si riferisce alla corteccia, mentre il nome del genere (Picea), deriva dal latino pix, che significa pece o resina. Questa specie sempreverde predilige i distretti a buona piovosità e a clima continentale e prevale nel paesaggio e nelle foreste di conifere della fascia alpina, andando a costituire quelle che in Europa rivestono, anche dal punto di vista economico, le formazioni forestali più importanti. Il legno dell’abete rosso viene usato anche per la fabbricazione di strumenti musicali, in particolare per la cassa di risonanza e l’anima del violino. L’abete rosso è la specie arborea principale della pecceta subalpina a cui si associa in misura secondaria il larice (Larix decidua). Alle due conifere si accompagnano poi, alcune altre specie di latifoglie come i sorbi, sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e sorbo montano (Sorbus aria), le betulle (Betula pendula e Betula verrucosa), il maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum), l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), il salicone (Salix caprea) e qualche cespuglio di ontano (Alnus viridis). Il larice è l’unica conifera dei nostri climi a perdere gli aghi nella stagione autunnale. Nei mesi di settembre e ottobre le chiome dei larici virano dal verde al giallo all’arancione fornendo ai visitatori di queste zone un incantevole spettacolo di sfumature e contrasti. La perdita delle foglie consente alla specie di ridurre la traspirazione fogliare e quindi di contenere la perdita d’acqua. Questo tipo di adattamento fa del larice una specie spiccatamente rustica, in grado di sopravvivere in stazioni povere e colonizzare quei terreni in cui le altre specie non riescono a vivere. Le sue fronde rade e sottili consentono ai raggi del sole di penetrare e favorire la crescita di un sottobosco adatto al pascolo. In questo bosco di abete e larice che cresce naturalmente all’interno del giardino è possibile osservare soggetti arborei di tutte le età emergere da un sottobosco costituito soprattutto da ericacee come i rododendri e i mirtilli, associati in funzione dei diversi fattori climatici e stazionali a specie come il ginepro nano (Juniperus nana), il caprifoglio ceruleo (Lonicera coerulea), la rosa alpina (Rosa pendulina) fra i cui rami spesso spiccano i bei fiori viola della clematide alpina (Clematis alpina). Nel mese di luglio è caratteristica la fioritura color rosa intenso dell’epilobio (Epilobium angustifolium). Il bosco così costituito è intervallato dalla presenza di continue aperture del sottosuolo che danno spazio alle tipiche radure in cui è possibile osservare magnifici esemplari di giglio martagone (Lilium martagon), aquilegia di montagna (Aquilegia atrata), botton d’oro (Trollius europaeus) geranio silvano (Geum rivale), orchidea maculata (Orchis maculata), spigarola delle foreste (Phyteuma ovatum) e cardo zampa d’orso (Cirsium erisithales).

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