Silene elisabethae, endemismio insubrico molto localizzato e per questo inserito nella lista rossa.

Il percorso botanico – primo settore
Ogni specie presente all’interno dei confini della Riserva Naturale viene segnalata con un cartellino su cui sono riportati: il disegno della pianta, il binomio latino, il nome volgare, la famiglia, il periodo di fioritura, la quota e l’areale. La checklist delle piante è in continuo aggiornamento e attualmente ne sono note oltre 800 di cui 450 spontanee. Al fine di sensibilizzare i frequentatori alle tematiche della tutela della biodiversità vegetale, si è dato particolare risalto ad una sezione riguardante le piante rare e minacciate per le quali state adottate misure di protezione a livello nazionale (Lista Rossa) e comunitario (Direttiva 43/92 “Habitat”). Altri tematismi botanici, approfonditi con schede illustrate, riguardano le piante officinali alpine e gruppi sistematici qui particolarmente numerosi come le orchidee, i salici e le felci. Anche la flora lichenica è segnalata con appositi cartellini. Infine in ogni habitat è presente un pannello che ne illustra dettagliatamente le principali caratteristiche vegetazionali. Il percorso botanico è articolato in tre settori principali all’interno dei quali vi sono diversi ambienti: alcuni artificiali, altri naturalmente presenti nella Riserva. Il primo settore, localizzato fra i due edifici, presenta un gruppo di specie caratteristico delle praterie secondarie (create dall’attività antropica) e primarie (naturali) su substrati calcareo-dolomitici, dalle quote collinari a quelle subalpine; sono inoltre presenti piccoli lembi di vegetazione di rupi calcaree esposte.

Pseudo vernia furfuracea (tallo grigio), tra i licheni più comuni della riserva naturale.


Le praterie magre non concimate del piano collinare-montano (Festuco-Brometea), se caratterizzate da importanti fioriture di orchidee, costituiscono un habitat prioritario (codice *6210) per la conservazione della biodiversità ai sensi della Direttiva “Habitat” 92/43/EU. In questa zona si possono osservare alcune delle più affascinanti e rare specie della flora dolomitica e prealpina. Il giglio carniolico (Lilium carniolicum) e l’erba perla rupestre (Moltkia suffruticosa), endemismi delle Alpi Orientali, e la centaurea alpina (Centaurea alpina) sono tipiche di prati aridi a volte parzialmente incespugliati del settore prealpino. Altre entità significative per la provincia di Belluno sono l’aconito antora (Aconitum anthora) e il Giaggiolo del Cengio (Iris cengialti). Su piccoli spuntoni di roccia esposti è diffusa la stella alpina (Leontopodium alpinum) che trova in questo ambiente il suo habitat ideale formando estese popolazioni naturali in consociazione con il ranno spaccasassi (Rhamnus pumila), la carice mucronata (Carex mucronata) e l’asplenio dei muri (Asplenium ruta-muraria).

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