I prati aridi
Con il termine di prati aridi vengono definiti quelle formazioni erbacee di collina o di bassa montagna che popolano i versanti soleggiati e caldi. I suoli calcarei, primitivi ed incoerenti consentono il rapido deflusso delle acque di precipitazione. L’aridità quindi dipende principalmente dalla natura del terreno (aridità edafica) e non dalla quantità di pioggia, pur sempre abbondante nella nostra regione. Anche il vento riveste un ruolo di primo piano nel già magro bilancio idrico. Difatti la circolazione di aria calda e secca inaridisce ulteriormente il clima delle stazioni più esposte: i dossi e i crinali. Contribuiscono talvolta, al mantenimento di queste condizioni gli incendi che trovano facile esca nelle erbe secche e magre e le utilizzazioni antropiche. Sulle Alpi i prati aridi rappresentano gli ultimi avamposti di specie “steppiche” che hanno avuto la loro origine nelle steppe centrasiatiche. Tali sono le graminacee del genere Bromus, Festuca e Stipa (di steppa, appunto) Il Bromo, il cui nome viene usato per indicare la vegetazione dei prati magri in generale, i Brometi, negli aspetti più freschi (meso-brometi) o più aridi (xero-brometi) è presente in quasi tutte le associazioni dei prati aridi. Ai Mesobrometi appartengono tutte le piante che incontriamo per prime risalendo il prato in cui sono ospitate: il forasacco eretto (Bromus erectus) con l’olmaria peperina (Filipendula vulgaris), il caglio zolfino (Galium verum), il cinquefoglio bianco (Potentilla alba). Qui il suolo è più evoluto, non solo per le condizioni ambientali più favorevoli, ma anche grazie agli interventi dell’uomo che hanno migliorato la qualità generale del suolo e con lo sfalcio ostacolato l’invasione di specie arboree e arbustive. Proseguendo in salita (in direzione dell’aiuola della faggeta) giungiamo nella parte più alta del prato dove trovano ricovero alcune specie dei xerobrometi che provengono dalla fascia pedemontana sovrastante la pianura, compresa fra Vittorio Veneto e Maniago. Qui la vegetazione xerofila (adattata all’aridità) prealpina si arrichisce di specie mediterranee e sudorientali come la specie guida forasacco condensato (Bromus condensatus), il mediterraneo vilucchio bicchierino (Convolvulus cantabrica) e poi santoreggia montana (Satureja variegata subsp. montana), enula assottigliata (Inula ensifolia).

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