Eriophorum vaginatum

Il festuceto
Questa specie, endemica delle Prealpi meridionali, si insedia sui ripidi pendii rocciosi calcarei e su detrito di falda dei versanti meridionali caldi e aridi posti generalmente a bassa quota, raggiungendo i 2000 m nelle stazioni più favorevoli. La specie guida di questa associazione vegetale, Festuca alpestris, rappresenta un buon esempio di adattamento a condizioni di aridità accentuata. Le foglie, per esempio, dall’aspetto cilindrico e pungenti al tatto, sono formate dal ripiegamento in senso longitudinale delle due metà della lamina. Si forma così una fessura all’interno della quale avvengono gli scambi gassosi con l’atmosfera. In condizioni di forte aridità le due metà possono combaciare limitando al massimo la traspirazione e quindi la perdita di umidità. L’apparato radicale, sempre alla continua ricerca d’acqua, è forte e voluminoso e àncora saldamente la pianta al suolo secco e povero di sostanze nutritive. L’associazione a festuca alpestre raccoglie numerose specie vegetali molte delle quali sono endemismi propri delle Prealpi meridionali lombarde e venete. Spiccano fra tutte per dimensione le ombrellifere laserpizio semontano (Laserpitium siler) e la motellina lucida (Ligusticum lucidum subsp. seguieri) dal potente apparato radicale a fittone che penetra profondamente nel terreno; la ginestra stellata (Genista radiata), antico testimone del clima tropicale dell’era terziaria (60 milioni di anni fa); la pedicolare spiralata (Pedicularis gyroflexa), la betonica bianca (Stachys alopecuros) e altre.

Lingua

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