La vegetazione dei ghiaioni
Nel Giardino è rappresentata in un’ampia aiuola. Essa ha origine dal continuo disgregamento delle pareti rocciose che alimentano i pendii sottostanti con detriti di varia dimensione e che, per gravitazione, si dispongono lungo il versante in base alla loro dimensione: i frammenti più minuti si fermano in prossimità della parete, mentre con l’aumento delle dimensioni, le pietre via via più grosse si dispongono a quote più basse e in prossimità dei cambi di pendenza del terreno. Poiché i ghiaioni, o macereti, possono formarsi a tutte le quote, la vegetazione che li colonizza è costituita da specie diverse in funzione soprattutto dell’altimetria, della dimensione del detrito e dell’esposizione. Naturalmente un ambiente così selettivo e dinamico può essere popolato solamente da piante specializzate, che possono contare su un apparato radicale particolarmente sviluppato e robusto ed una parte aerea decisamente resistente al logorio fisico e meccanico causato dal contatto con le pietre, dalle forti escursioni termiche e dalla violenza delle precipitazioni. Esaminando l’aiuola, partendo dal basso, fra i grossi massi ormai stabilizzati, troviamo il cavolaccio verde (Adenostyles glabra), il farfaraccio niveo (Petasites paradoxus), la festuca dei ghiaioni (Festuca spectabilis). Proseguendo verso l’alto, su ciottoli di media dimensione, compare la festuca delle Alpi Giulie (Festuca laxa), l’atamanta comune (Athamanta cretensis), il romice scudato (Rumex scutatus). Infine, giunti in prossimità della parete rocciosa, dove il ghiaione è più attivo e costituito da frammenti di piccole dimensioni, incontriamo il papavero alpino (Papaver rhaeticum), accompagnato dall’erba storna rotundifoglia (Thlaspi rotundifolium), dalla petrocallis dei Pirenei (Petrocallys pyrenaica), dall’iberidella alpina (Hutchinsia alpina), rinvenibili attorno ai 2000 m di quota.

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